“Per brevità chiamato artista”: l’ultimo album di Francesco de Gregori

Voto medio: 4 (1 voto)
Scritto da: Francesca - Categoria: Ultime uscite

imagesNon è un nome comune, non è uno di quei personaggi da canzonette estive o da brevi preludi artistici, ma è di certo il caso di un grande cantautore quello di Francesco de Gregori, uno dei pochi cantautori a portare alto il nome della buona musica italiana in tutto il mondo. La sua musica ci parla da sempre di storie vere e fittizie, intonate a gran voce per esprimere la realtà comune, quella che traffica per le strade del nostro vivere quotidiano. C’è chi lo chiama mito, chi lo chiama forza della natura, un uragano della musica, Francesco de Gregori è…

un concentrato di forza e debolezza umana, spontaneamente progressivo, sguardo folgorante e pieno di buon senso che passa di generazione in generazione.
Da quasi 40 anni sul palco, Francesco de Gregori presenta poche date per il suo tour. La prima data del tour estivo sarà nella sua Roma, presso l’Auditorium Parco della musica, il 4 luglio.
Il “Principe”, altro pseudonimo attribuitogli nell’immenso panorama artistico della scenografia musicale, da il via alla sua contagiosa musica alla luce degli anni settanta, firmando, da allora, le più belle canzoni italiane, come “La donna cannone”, “Alice”, “Rimmel”, “Generale”, e “La donna cannone”.
Vasto il suo repertorio musicale, nel suo cammino da cantautore emergono importanti e valide collaborazioni artistiche con i più famigerati cantastorie di tutti i tempi, relazionandosi con Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati e Giovanna Marini.
Arriva nel 2008 il suo ultimo album dal titolo “Per brevità chiamato artista”.

Alcune canzoni, come la title track e “Finestre rotte” vengono presentate dal vivo nel tour antecedente all’uscita dell’album ed è lo stesso cantautore a spiegare, nel divenire dei concerti i concerti, il titolo spuntato fuori dalla formula con cui, nei contratti discografici, è definito il cantante. Sembra quasi un paradosso, una frase che non può permettersi di descrivere la sommità della melodica poesia del cantautore romano. E’ come oscurare la magnificenza splendente del dominus della musica italiana che arpeggia le corde della sua chitarra e interagisce, con sobri movimenti celestiali, i tasti del suo pianoforte, mezzi insostituibili per far nascere e crescere la sua realtà artistica.
Tutte le canzoni dell’album sono state scritte da De Gregori, tranne “L’angelo di Lyon”, cover di “The Angel of Lyon” del cantautore americano Tom Russell (scritto insieme a Steve Young, e da Russell inciso nel 1992 nel suo album “Swichblades of love”, fedelmente tradotta dal fratello Luigi Grechi nel 1999 ed incisa nel suo album “Così va la vita”: per la seconda volta, dopo “Il bandito e il campione”, De Gregori incide una canzone firmata dal fratello.
Tutti i brani sono editi dalle Edizioni musicali Serraglio, tranne “L’angelo di Lyon”.
Il disco è stato registrato e mixato nei Forward Studios di Grottaferrata da Gianmario Lussana; la copertina è opera di Alessandro Arianti.
I musicisti che lo accompagnano sono gli stessi dell’album precedente in studio, ”Calypsos”.
L’album è stato pubblicato anche in vinile.

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