La musica dance, quella che batte forte nelle disco delle classiche località vacanziere, sembra non esserci più. Eppure è la dance anni ’90 che coronava il sogno di una calda estate e che immortalava serate in divertimento della movida di tutte le più belle mete turistiche, lei che ha fatto scatenare intere generazioni, la dance che ha fatto ballare un po’ tutti.
Se pensiamo alla musica dance del 2000 è facile rendersi conto che è incomparabile con quella anni ’90.
Chi non ha mai ascoltato, anche delle generazioni 2000, il pezzo “What is love?” di Haddaway, “Children” di Robert Miles, o ancora “Sweet Dreams” di La Bouche.
Ma tante sono le tracks anni ’90 che hanno colpito i giovani…
in moovie per tutta un’estate.
Qualcuno ricorda la traccia “The summer is magic” di Playahitty, e la “Sweet Armony” di The Beloved, diventata poi pezzo famosissimo grazie al film “Piccolo grande amore” che la conteneva.
Ma cosa aveva di così particolare la dance anni ’90? Di certo è nettamente diversa da quella dei nostri giorni, non stupide canzoncine che restano a farci compagnia per qualche mese, il tempo di una stagione estiva e poi già prendono il volo… No, la dance anni ’90 era ed è qualcosa di più. Ma questa sostanziale differenza la può notare soltanto chi è cresciuto con quei pezzi, o chi, magari anche ai giorni nostri, l’ascolta parecchio, sostituendola con l’attuale.




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Data: 22 luglio 2009



