Arisa presenta Sincerità alle librerie Feltrinelli
Dopo aver esordito a Sanremo 2009 e dopo essersi aggiudicata la vittoria tra le “Proposte 2009”, oltre al Premio della critica e al premio radio tv, Rosalba Pippa, alias Arisa presenta il suo nuovo album “Sincerità”, uscito il 20 febbraio per Warner Music, alle librerie Feltrinelli di Roma e Milano.
Precisamente il 3 marzo sarà a Roma alla Feltrinelli di via Appia Nuova 427 (inizio ore 18.), mentre il 6 marzo sarà a Milano alla Feltrinelli di Piazza Piemonte (inizio ore 18.30).
Il suo singolo è già al 7 posto dell’airplay radiofonico ed il simpatico e coloratissimo video di Sincerità è nono nelle classifica di Trl su MTV.
Ironia e positività sono gli ingredienti delle dieci tracce dell’album “Sincerità”, prodotto da Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina.
«Ogni essere umano è l’artefice del proprio destino. – racconta Arisa – Le avversità possono ferirci, ma non devono abbatterci: anche la vicenda più triste può essere vissuta come uno stimolo per ripartire alla ricerca di una nuova gioia».
Nelle canzoni di Arisa c’è un lieto fine per tutti: per le donne tradite di “Abbi cura di te” e “Te lo volevo dire”, che reagiscono con orgoglio e nuova forza; per la donna in carriera di “L’uomo che non c’è”, che ha sacrificato la vita privata per il lavoro; per la bambina protagonista di “Piccola rosa”, per le persone con esagerata timidezza o scarsa autostima a cui è dedicata “Pensa così”.
L’autore principale dei testi dell’album è Giuseppe Anastasi : i brani “Abbi cura di te” e “Te lo volevo dire” sono firmati anche da Marco Conidi; mentre Maurizio Filardo è co-autore di “Piccola rosa”.
Sul fronte musicale “Sincerità” è un disco con molteplici orizzonti sonori, fra cui gli echi R&B e reggae di “Abbi cura di te”, lo stile da geniale filastrocca alla Sergio Endrigo di “Pensa così”, le emozioni acustiche di “Piccola rosa”, le chitarre surf con cadenze jazz di “Te lo volevo dire”, la bossanova moderna e armonicamente ricca di “Com’è facile”, gli archi enfatici di “Buona notte”, fino all’impronta Anni 70/80 di “L’uomo che non c’è” «che richiama orgogliosamente Donatella Rettore e Raffaella Carrà».




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Data: 28 febbraio 2009



