ID&M: Festival Identità e Musica
Si chiama ID&M (Identità e Musica), l’evento promosso dalla Regione Lombardia, con il patrocinio del Senato della Repubblica, fortemente voluto dall’assessore alle Culture, Identità e Autonomie Massimo Zanello. L’evento è destinato alla valorizzazione di gruppi e artisti “fortemente caratterizzati dalla loro identità territoriale”. Ma non è un festival “lumbard”, a porte chiuse: anzi, i vincitori delle selezioni che avranno luogo il 15 ottobre al Teatro dal Verme di Milano avranno l’onore di “aprire” al Teatro Arcimboldi per gente come Francesco De Gregori, i Tazenda e Teresa De Sio, per Simone Cristicchi accompagnato dal coro dei minatori di S. Fiora (Toscana), per i Lou Dalfin portabandiera della…
tradizione occitana, per il cantautore friulano Luigi Maieron, per Andrea Mirò, che renderà omaggio alle sue radici piemontesi, e per Enrico Ruggeri, in rappresentanza di tutte le musiche italiane connotate da un forte legame con le realtà territoriali da cui provengono, come Zanello ha voluto rispondendo a una direttiva dell’Unesco che la Regione Lombardia ha trasformato in legge.
Il direttore artistico della manifestazione, Davide Van De Sfroos, spiega di essersi sentito “invitato a nozze”: “Ognuno pensi quello che vuole. Ma se pensa questo ha capito poco della mia musica e di quello che ci sta dietro”. “Se fossi J-Ax”, scherza il cantautore laghée, “direi che se la Regione chiama Van De Sfroos risponde. Il primo nome a cui abbiamo pensato, Massimo Ranieri, non era purtroppo disponibile.
Intanto c’è da varare questa prima edizione, che promette prezzi popolari (10 euro il biglietto d’ingresso, in tutte e tre le serate), scalette snelle (tre/quattro brani a testa, in linea di massima) e tempi morti ridotti al minimo. “De Gregori si esibirà unplugged, voce, chitarra, armonica e magari un pianoforte”, spiega Van De Sfroos, “anche Ruggeri si proporrà in versione acustica, così come i Tazenda con il nuovo cantante Beppe Dettori che, l’ho sperimentato di persona, possiede una voce straordinaria”. E lui, il direttore artistico? “Farò da collante, forse l’anchorman sul palco, ma non sento il prurito di esibirmi. I compiti organizzativi mi gratificano e mi assorbono già abbastanza energie. Ma se qualcuno mi invita sul palco non mi tiro indietro, staremo a vedere”. Sogni nel cassetto? “Mi piacerebbe invitare Franco Battiato o Carmen Consoli , la prossima volta”. Zanello, che auspica un possibile gemellaggio con iniziative analoghe in altre regioni (“Un festival federalista”, sorride), è ancora più ambizioso: “Ho molto apprezzato un articolo che Mina ha scritto su La Stampa a proposito del nostro festival ‘VolgarEloquio’. Ecco, se volesse regalarci anche un piccolo contributo…”.




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Data: 15 settembre 2009



