Omaggio di Gloria Gaynor a Michael Jackson (con biografia Gloria Gaynor)

Scritto da: Francesca - Categoria: News, Talent Show

gaynorpicLa grande ricchezza artistica di Gloria Gaynor conquista “La Capannina” di Forte dei Marmi e rende omaggio al re del pop da poco scomparso: Michael Jackson.
Ieri sera, nell’unica tappa italiana della sua tournee estiva, la cantante ha regalato al pubblico, numeroso e in ansia per la performance della star, il tanto atteso appuntamento versiliese, uno spettacolo musicale di alto livello e di straordinario valore sonoro.
Fra gli undici brani proposti durante la sua performance, Gloria Gaynor ha voluto…

cantare anche “I’ll be there” dei Jackson 5: “Un tributo che ho voluto dedicare ad un grande artista comeMichael Jackson”, ha confessato al termine dello show la Gaynor. La cantante ha poi parlato del successo di “I will survive”, la più celebre delle sue canzoni. “Il segreto sta nel fatto che da’ voce alle donne in un modo dominato dagli uomini. E comunque, quando canti e parli al cuore delle persone, prima o poi il successo arriva, perchè la gente sa che sei vera”.
Da Gloria Gaynor è infine arrivato un plauso ad Andrea Bocelli: “E’ l’artista italiano che più conosco e che più apprezzo.
Nata il 7 Settembre 1947 a Newark nel New Jersey (USA), Gloria Gaynor è ormai considerata indiscutibilmente la “Regina della discomusic” e proprio così è stata soprannominata sia dai fan come dai media. Ha cominciato la sua carriera come oscura cantante ed intrattenitrice nei locali della costa dell’est dove si è fatta le ossa imparando a vincere la paura del pubblico e a muoversi agevolmente sul palcoscenico.

Gloria viene scoperta da Jay Elli, il manager che poi resterà al suo fianco negli anni a venire, proprio mentre canta in un nightclub di Manhattan, anche se alle spalle aveva già un singolo, prodotto nel 1965 da Johnny Nash e che già evocava quel marchio di fabbrica tutto ritmo e atmosfere soft tipiche della cantante afroamericana.
Il coronamento del suo successo arriva nel 1979 quando l’ormai celeberrima “I will survive”, epitome di tutte le canzoni “dance” sale la cima delle classifiche inglesi e statunitensi. Questa sorta di inno, questo pezzo movimentato ma anche capace di toccare le corde della commozione e del “bel suono”, con quelle indimenticabili terzine degli archi che ne costituiscono il geniale arrangiamento, rivoluzionò letteralmente quello che era il mercato discografico del momento (in seguito, fra i destini del pezzo, ci sarà anche quello di diventare una sorta di bandiera del movimento gay).
E’ inutile negare che il nome della Gaynor rimane indissolubilmente legato a quel brano, tanto è vero che in seguito la cantante faticherà a replicarne il successo (malgrado le ottime vendite di “I am what I am”, una hit nell’Inghilterra del 1983).
Una delle cause della sua parziale uscita dalle scene è stata l’incapacità di evolversi. Paradossalmente i critici le rimproverano a lei che ha quasi inventato un genere, proprio di essersi eccessivamente chiusa alle nuove tendenze, cosa che a nuociuto al rinnovamento della sua immagine e del suo stile musicale troppo legato, alle orecchie dei più, al pur “nobile” sound degli anni ’70 e ’80.

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