Patty Pravo sotto le luci della ribalta (all’interno speciale Patty)
Patty Pravo da più di quarant’anni rappresenta un’icona della musica italiana, che non finisce mai di stupire per la sua capacità di spiazzare il pubblico con repentini cambi di stile musicale. Il suo costante successo nasce dal suo pubblico, il quale associa il suo…
volto alla sua voce personalissima e prepotente, che ne fa un personaggio che migliaia di ragazzine vogliono imitare.
L’ultimo prova della sua eccellenza musicale è l’emozionante “E io verrò un giorno là” che ha vinto il Premio della Critica all’ultimo Festival di Sanremo, superata nella serata finale solo dal pop radiofonico di Marco Carta e dalla chiacchieratissima canzone di Povia.
Questa sera i suoi fans romani l’acclameranno al Gran Teatro, dove Patty si esibirà dalle 21.00 in un concerto di brani della raccolta “Live Arena di Verona”, contenente tutti i suoi cavalli di battaglia più il brano sanremese e la struggente cover “E mi manchi tanto”.
Speciale Patty Pravo
Patty Pravo, nome d’arte di Nicoletta Strambelli, nasce a Venezia nel 1948. A cinque anni frequenta i corsi di pianoforte e danza del Teatro la Fenice di Venezia. A dieci entra al Conservatorio Benedetto Marcello. Più tardi si iscrive al corso di direzione d’orchestra, ma a un tratto interrompe gli studi e parte per Londra, dove rimane qualche mese. Al suo ritorno in Italia, si trasferisce a Roma, dove l’adolescente Nicoletta si trasforma in ambasciatrice della moda hippy. Frequenta il più noto locale della capitale, il Piper, e attira l’attenzione di importanti registi cinematografici (Fellini e Antonioni, tra gli altri) e di Alberico Crocetta, proprietario del Piper, che decide di farla cantare. Comincia ad esibirsi sulla pedana luminosa e canta rhythm’n'blues, diventando un idolo locale: il personaggio che incarna la voglia di cambiare e di vivere intensamente dei giovani di quegli anni. Nel 1966 sotto lo pseudonimo di Patty Pravo incide il primo 45 giri per la ARC (RCA Italiana): “Ragazzo triste”, cover di una canzone di Sonny Bono. Con questo brano partecipa a “Scala Reale”, la trasmissione Tv abbinata alla lotteria di capodanno. Viene subito riconosciuta dai coetanei come un simbolo di ribellione e il disco entra nelle classifiche all’ottavo posto. Ma la ragazza del Piper cresce rapidamente. Un paio di successi soltanto (“Qui e là”, con cui partecipa al Cantagiro del 1967, e “Se perdo te”), e già si è trasformata radicalmente: adesso è un’interprete di classe e una donna elegante e sofisticata. Il trionfo discografico non può tardare. Nella primavera del 1968 infatti con “La bambola” raggiunge il primo posto in hit parade. Esce il primo sospirato album, dove include anche hit internazionali come “Yesterday”, “Old Man River” e “River Deep Mountain High”. E’ in grande forma e, a Canzonissima edizione 1968, arriva al quinto posto con “Tripoli 1969″ di Conte. Nel 1969 la RAI le dedica uno special. Nello stesso anno trionfa al Festivalbar, dove presenta “Il paradiso” di Mogol-Battisti, mentre in autunno è di nuovo a Canzonissima, con “Rain” di José Feliciano, tradotta in “Nel giardino dell’amore”. Nel 1970, partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo. Con Little Tony presenta “La spada nel cuore”, e riceve il premio della critica. La canzone è un ennesimo grande successo, ma segna anche l’inizio di un cambiamento a 180 gradi: le sue esigenze artistiche si fanno raffinatissime (incide “Per te” di Battisti, “Non andare via”, traduzione di “Me ne quitte pas” di Brel, e “Tutt’al più”). Anche se il fenomeno Patty Pravo “rende”, si fa più complicata la sua gestione artistica.
Dopo un’ulteriore collaborazione con Vasco Rossi nell’album “Una donna da sognare”, nel 2002 torna a Sanremo con “L’immenso” e un nuovo album: “Radio station”.
La sua musica approda anche al cinema: due suoi brani diventano colonne sonore per un film di Roberto Faenza e per una pellicola di cui lei stessa è protagonista.
Alla fine di marzo 2004 esce l’album “Nic-Unic” (“Nic” come Nicoletta e “Unic” come unica). Dieci brani, di cui nove inediti e una cover di “Love Letters” che testimoniano la capacità di rinnovamento e l’attenzione verso le nuove tendenze musicali di un’artista da sempre all’avanguardia.




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Data: 29 aprile 2009



