Ricordo di De Andrè a dieci anni dalla sua morte

Scritto da: Francesca - Categoria: News

imagesIl ricordo di De Andrè è ancora vivo nei nostri cuori e nelle nostre menti, perché De Andrè è stato un grande cantautore dalle tante caratteristiche, che brillava di luce propria, in grado di parlare alla gente quando la stessa non sapeva ascoltare.
Fabrizio De Andrè è il vate precursore della musica cantastorie, il poeta indiscusso della buona musica, l’unico vero padrone delle corde della sua chitarra, arma legittima per la composizione delle sue indelebili storie.
Dal 18 giugno al 20 giugno si terrà a Roma l’ottava edizione del Premio Fabrizio De André “Parlare Musica”, nella piazza a lui intitolata nel quartiere Magliana.
Il 21 giugno, in occasione…

della chiusura della bellissima mostra a Palazzo Ducale, che ha registrato centoquarantamila presenze, Genova saluterà il cantautore con una festa dal titolo “Ci vorrebbe un poeta” e per l’occasione la mostra resterà aperta fino all’una di notte, con ultimo ingresso a mezzanotte.
Tra tutti gli eventi, quello che fa concretamente tesoro della sua lezione, è “Faber e la città vecchia”, dove il sole del buon dio non dà i suoi raggi”, in programma sabato 20 giugno dalle ore 15.30 a mezzanotte, nell’antico Ghetto di Genova, organizzato dalla Comunità di San Benedetto al Porto, comune di Genova, la Fondazione De Andrè e Radio Popolare.

L’inaugurazione partirà esattamente dal negozio-museo di Gianni Tassio, dove le trans del ghetto canteranno Princesa accompagnate dalla chitarra Esteve del ‘97 che il cantautore suonò negli ultimi concerti. Il fulcro sarà la zona di Via del campo, proprio lì dove “la graziosa con gli occhi color di foglia” passava la notte sulla soglia a vendere “a tutti la stessa rosa”, nel luogo delle “princese” e delle bocche di rosa, i bassifondi in cui è rintanata l’umanità che ispirava De André, il bacino delle cronache nere a cui attingeva per ricavarne fiabe.
De Andrè ha fatto della sua vita un progetto, un impegno personale ma soprattutto sociale, proponendosi come detentore di denunce, emozioni, sensazioni e situazioni di vita quotidiana. L’incredibile compito di De Andrè perdura ancora oggi, a dieci anni dalla sua morte, grazie anche al premio “Parlare Musica”, interamente dedicato alla memoria dell’esclusivo modo di fare musica di Fabrizio De Andrè.

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