Sanremo: bilancio della terza serata
La serata comincia con una sequenza di La leggenda del pianista sull’oceano e poi il tema del film di Tornatore eseguito dal maestro per alcuni secondi, seguìto da una sua composizione. Il conduttore ricorda Oreste Lionello, scomparso la notte prima. La Spoon River continua più tardi, con il tributo di Ornella Vanoni a Mino Reitano.
Viene presentata la valletta della serata Gabriella Pession, vestita da Armani in colori pastello.
Il festival decolla con l’esibizione dei duetti i big italiani “in appoggio” alle Proposte. Aprono Cocciante e Filippo Perbellini, poi c’è Karima e l’accompagnano in voce Mario Biondi e al piano “nientemeno” – dice Bonolis – che Burt Bacarach, che alla fine regala al pubblico un medley dei suoi successi dispensando emozioni da standing ovation. Pino Daniele (insieme a Silvia Aprile) lancia un appello ai concittadini: “Napoli non deve abbassare la guardia, continuate la raccolta differenziata dei rifiuti”.
Il rock travolge l’Ariston con Zucchero, che accompagna la figlia Irene insieme ai suoi Sorapis, il gruppo formato da Maurizio Vandelli dell’Equipe 84, Dodi Battaglia dei Pooh e il produttore Fio Zanotti.
Vestiti con le giubbe alla Sgt. Pepper, propongono una sequenza tutta chitarre e rock’n'roll con Pensiero, Ho in mente te, Dancing in the street, Lady Marmalade e Baila Morena. Pubblico in delirio.
Viene presentato il valletto della serata il brasiliano Thyago Alves. Dice a Laurenti: “Proverai un’emozione che risveglia i sensi”, l’altro replica “però è meglio se ti levi da dietro” e Bonolis, ridendo, chiosa: “Sì… Luca era gay”, insistendo sull’”era”. Gli ammiccamenti dopo l’esibizione di Lucio Dalla (accompagna Iskra, sua corista storica) che gioca a fare i vocalizzi col pubblico e fa cantare anche Del Noce mentre Bonolis in smoking siede per terra come gli adolescenti sulla spiaggia intorno al falò. Gabriella Pession, madrina della serata (finalmente una parlante e spiritosa) tende un tranello al conduttore che finisce per baciare sulle labbra l’amico Laurenti.
Arriva Kevin Spacey, due volte Oscar, e canta Fly me to the moon con una presenza scenica. Duetta con Bonolis sulle note di Imagine e al ricordo di John Lennon lega l’elezione di Obama: “La più grande cosa che l’America potesse fare, sono felice di chiamarlo il mio presidente, in lui c’è molto della speranza di Lennon”.
“Questo palcoscenico è un crescendo di preziose gemme”, dice Bonolis per introdurre Lelio Luttazzi: è il grande vecchio dello spettacolo italiano, a lungo e ingiustamente dimenticato, ad accompagnare al piano Arisa, la più originale delle Proposte, che swinga Sincerità con l’aspetto da sorella nerd di Amélie (quella del favoloso mondo) e grazia da Andrew Sisters. Seguiranno Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Gino Paoli.
Il Festival di Bonolis va avanti spedito verso la finale di sabato. Con annessi e connessi, come le conigliette di Playboy, in arrivo a Sanremo con il patron Hugh Hefner e per le quali c’è grande fibrillazione.
A festeggiare la terza serata sono Al Bano e Sal da Vinci, ripescati dai sei “Artisti” eliminati. Sono stati definitivamente squalificati Iva Zanicchi, Afterhours, Tricarico e Nicolai-De Battista.
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